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mercoledì 22 ottobre 2014

Sfogliatine di patate



A chi non piacciono le patate!? E a chi non piace l'idea di una sfoglia croccante da mordere con patate e una buonissima crema salata!? Io penso che siano in pochissimi a resistere. Un'altra idea salata tratta da un libro di Montersino che a casa mia è stata super apprezzata.




Sfogliatine di patate 

Ingredienti per 24 pezzi (io ne ho ottenuti 46):
300 gr di pasta sfoglia alla panna (io pasta sfoglia classica)
100 gr di crema pasticcera salata
160 gr di patate
q.b. di gelatina kappa (io non l'ho messa)
q.b. di maggiorana (io ho usato fiori di basilico)
q.b. di olio extravergine d'oliva
q.b. di sale
q.b. di pepe

Per la crema pasticcera salata:
125 gr di latte intero
31 gr di panna fresca
6,5 gr di amido di mais 
6,5 gr di amido di riso 
31 gr di parmigiano grattugiato
30 gr di tuorli 
12,5 gr di burro
0,7 gr di sale
q.b. di noce moscata


Procedimento

Per la crema pasticcera salata:
Portare a bollore il latte. In una ciotola mescolare gli amidi con il parmigiano grattugiato, il sale e la noce moscata. Unirli alla panna fredda liquida mescolando bene. Quando il latte bolle versarvi dentro il composto e mescolare sul fuoco fino a quando la crema non si sarà addensata. Unire a questo punto i tuorli e mescolare con una frusta fino ad arrivare a 82°C, ovvero fino a quando la crema sarà soda al punto giusto. Togliere dal fuoco e unire il burro a dadini facendolo amalgamare bene. Raffreddare la crema velocemente, versarla in una ciotola bassa coprendo con pellicola a contatto. Mettere in frigo a raffreddare.

Per le sfogliatine:
Con un mattarello stendere la pasta ad uno spessore di 3 mm, quindi disporla su una teglia, coprirla con pellicola da cucina e lasciar raffreddare in frigorifero per 3-4 ore. 
Coppare dei dischetti di 4 cm di diametro e disporli su una teglia uno accanto all'altro forandone il centro con una forchetta. 

Per le patate: 
Lavare e pelare le patate, scegliendo quelle piccoline. Tagliarle a rondelle di mezzo cm e con un coppapasta ottenere tanti dischetti di 3 cm di diametro (quindi poco più piccoline dei dischetti di pasta sfoglia). Sbollentarle 2 minuti in acqua bollente. Scolarle molto bene e asciugarle.

Per la finitura:
Creare con una sac à poche uno spuntone di crema pasticcera salata, adagiare sopra una rondella di patata, pressare bene. Salare e pepare quindi cuocere in forno ventilato a 170°C per 12 minuti circa (io ho impiegato circa 20 minuti). 
Sfornare le sfogliatine e lasciar raffreddare. Una volta fredde lucidare con la gelatina kappa e condire la superficie con un filo d'olio e foglioline di maggiorana. 




Nota: con le patate, a livello di finger food, si possono anche realizzare delle pizzette, come queste che trovate in questa splendida pagina

lunedì 20 ottobre 2014

Parfait alle mandorle di Montersino

Piattini neri CHS Group
Stampo in silicone Pavoni


Un dolce siciliano per eccellenza, si trova in tutti i menu delle pizzerie e dei ristoranti, si trova in tutte le pasticcerie, specialmente nei mesi estivi. E ancora una volta mi sono avvalsa della ricetta professionale di un maestro pasticcere: Montersino. Al contrario delle ricette familiari e casalinghe qui non ci sono uova crude ma semi pastorizzate, quindi un dolce buono ma sano e sicuro.

Piattini neri CHS Group
Stampo in silicone Pavoni



Parfait alle mandorle di Montersino

Ingredienti per 10 monoporzioni

Per il parfait:
105 gr di pasta di mandorle liquida da gelato
231 gr di base semifreddo
364 gr di panna fresca
70 gr di mandorle pralinate (io ne ho messe 100 gr)

Per le mandorle pralinate (o pistacchi o nocciole o pinoli o noci):
175 gr di mandorle pelate intere
28 gr di acqua
87,5 gr di zucchero semolato

Per la base semifreddo:
172 gr di zucchero semolato
132 gr di tuorli
64 gr di acqua

Altro:
q.b. di cioccolato per servire


Procedimento

Per la base semifreddo:
In un pentolino versare acqua e zucchero portando a 121°C. Nella ciotola della planetaria con la frusta versare i tuorli, farli schiumare, quando lo sciroppo arriva a 118°C aumentare la velocità, colare lo sciroppo ormai cotto e montare fino a raffreddamento.

Per le mandorle pralinate:
In un pentolino versare acqua e zucchero portando a 119°C, unire le mandorle precedentemente scaldate al microonde e far sabbiare, cioè avvolgere le mandorle mescolando bene. All'inizio lo zucchero si attacca alle mandorle, poi le mandorle diventano sabbiate, poi, proseguendo la cottura sul fuoco le mandorle diventano caramellate, ovvero lo zucchero si scioglie nuovamente e si attacca alle mandorle. Quando le mandorle hanno assunto la giusta colorazione dorata togliere dal fuoco, unire un pezzettino di burro di cacao e mescolare per farlo sciogliere, questo aiuterà le mandorle a rimanere ben separate. Versare così le mandorle su un foglio di carta da forno tenendole distanziate. Raffreddare velocemente in freezer. Lasciarne qualcuna per la decorazione, le altre frullarle molto bene fino a ridurle in polvere sottile ma non troppo, procedendo a scatti.

Per il parfait:
Montare la panna lasciandola semi montata. In una terrina versare la base semifreddo e la pasta di mandorle liquida, mescolare bene. Incorporare qualche cucchiaiata di panna e quando i due composti avranno raggiunto la stessa consistenza versare tutto dentro la bacinella con la panna mescolando con una spatola delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Terminare unendo le mandorle pralinate in polvere. Versare questo composto, piuttosto fluido, in un sac à poche senza bocchetta (o in un colino a pistone) e colarlo dentro uno stampo a semisfera con un foro. Livellare battendo un attimo. A piacere chiudere con un disco di pan di biscuit e congelare. 

Per la finitura:
Disporre i parfait in un piatto. Riempire un conetto di carta da forno con una salsa al cioccolato e riempire una parte del foro esterno. Spolverare con pochissimo cacao amaro la superficie e decorare con qualche mandorla pralinata sopra il cioccolato fuso ancora caldo. 

Stampo in silicone Pavoni


Note: la base semifreddo si può congelare, così come la meringa italiana, non indurirà mai dato che contiene il 70% di zucchero. 

giovedì 16 ottobre 2014

Focaccine al kamut con panelle di ceci

Set da aperitivo Easy Life Design


Ultimamente sono tornata alla mia grande passione: i finger food, li trovo troppo carini e troppo buoni, consentono di arricchire una tavola e sorprendere tutti. Questi sono tratti da un bellissimo libro sul salato di Montersino. Occorre un pò di tempo, non sono veloci da preparare ma la sossifazione è massima. Troppo buone queste focaccine così farcite!!

Set da aperitivo Easy Life Design


Focaccine al kamut con panelle di ceci

Ingredienti per 24 pezzi (io ne ho ottenuti circa 35):

Per le focaccine al kamut:
140 gr di farina di kamut
60 gr di farina 360 W
40 gr di biga
4 gr di lievito di birra
5 gr di sale
15 gr di olio extravergine d'oliva
130 gr di acqua
20 gr di olio extravergine d'oliva
q.b. di rosmarino tritato
q.b. di sale grosso
q.b. di pepe

Per la biga:
46 gr di farina 360 W
23 gr di acqua
0,5 gr di lievito di birra fresco

Per le panelle di ceci (io ho raddoppiato):
40 gr di farina di ceci
160 gr di acqua
4 gr di olio extravergine d'oliva
q.b. di sale
q.b. di pepe

Per la finitura:
q.b. di rosmarino fresco


Procedimento

Per la biga:
In una ciotola unire la farina, l'acqua e il lievito. Impastare per 5-6 minuti, poi coprire la ciotola e far riposare l'impasto, coperto da pellicola, per 12-15 ore.

Per le focaccine:
Impastare (il libro dice a mano, io ho fatto a macchina) le farine, la biga e il livito con 80 gr di acqua per 20 minuti, poi aggiungere la restante acqua poco per volta, l'olio e infine il sale. Mettere in un mastello e lasciar lievitare per circa 20 minuti a temperatura ambiente. Stendere l'impasto su una spianatoia, far riposare per 10 minuti, poi ritagliare dei quadratini di 3,5 cm di lato. Metteteli su una teglia, farli lievitare in un ambiente caldo e poi schiacciarli con le dita (come si fanno per i buchi delle focacce grandi) e condirli con olio, sale grosso, rosmarino tritato e pepe. Cuocere in forno, ventilato, a 250°C per 5 minuti (io ho impiegato circa 8-9 minuti).

Per le panelle di ceci:
Amalgamare in un tegamino tutti gli ingredienti. Lasciar riposare la pastella ottenuta per 30 minuti. Mettere il tegamino sul fuoco e mescolando continuamente portare a cottura fino ad ispessimento (come una polenta), poi proseguire ancora 5 minuti. (Io ho aggiunto una spolverata di menta secca tritata). Versare il composto su un foglio di carta da forno, aspettare 30 secondi, coprirlo con un altro foglio e pressare con il mattarello fino a ottenere uno spessore di 2 mm. Lasciar raffreddare quindi ritagliare dei quadratini delle stesse dimensioni delle focaccine. Friggere in olio bollente a 170°C.

Per la finitura:
Tagliare le focaccine a metà, farcirle con due panelle fritte ancora calde, fermare con uno stecchino e decorare con rosmarino fresco (io ho usato la menta). 



La formazione delle focaccine...


mercoledì 15 ottobre 2014

Bouquet di asparagi in pasta fillo

Bicchiere Poloplast


Una graziosissima idea copiata nel blog di Araba Felice, ho solo modificato qualcosa, ad esempio la sbollentatura degli asparagi prima della cottura in forno. Un antipastino semplicissimo, non impegnativo a livello di tempo e soprattutto non toglie l'appetito per le portate successive, come spesso accade in altri casi, certo, se come me ne mangiate tantissimi allora non so... :D

Bicchiere Poloplast


Bouquet di asparagi in pasta fillo

Ingredienti:
16 asparagi (possibilmente grandi, i miei erano piccolini)
4 fogli di pasta fillo
q.b. di burro (o di olio, ma con l'olio vengono meno croccanti)
Un pizzico di sale

Procedimento:
Pulire gli asparagi. Sbollentare gli asparagi senza bagnare le punte, scolarli molto bene.
Ungere un foglio di pasta fillo, adagiare sopra il secondo foglio e ungere anche questo. Con una rotella tagliapasta ricavare delle strisce larghe circa 6 cm e avvolgere ognuna in un asparago partendo dalla base fino a risalire, avvolgere "a mò di mummia". Ripetere l'operazione con gli altri due fogli termimando così gli asparagi. Spennellarli molto bene con altro burro fuso e disporli ordinatamente su una teglia. Cuocere in forno, già caldo, a 190°C per circa 20 minuti o fino a quando saranno dorati. Insaporire con un pizzico di sale.

Bicchiere Poloplast


Consiglio: la pasta fillo è buona appena cotta, poi tende a perdere un po' la sua croccantezza. Se preparate questi stuzzichini con anticipo ripassateli in forno caldo per farli tornare croccanti.

lunedì 13 ottobre 2014

Bignè al cocco e cioccolato

Piatti CHS


Una splendida ricetta di Montersino, bignè che così buoni non si potrebbe, se amate il cocco ma anche se non lo amate io sono certa che questi vi faranno impazzire. La crema al cocco è di una bontà unica ed è anche senza latticini, farete felici anche gli intolleranti al lattosio. 

Piatti CHS



Bignè al cocco e cioccolato

Ingredienti

Per la crema:
125 gr di latte di cocco
125 gr di latte di avena (o normale latte di vaccino se ci sono intolleranze specifiche)
87,5 gr di tuorli (l'originale ne prevede 120 gr)
13 gr di amido di mais (l'originale ne prevede 10 gr)
12 gr di amido di riso (l'originale ne prevede 10 gr)
90 gr di zucchero semolato

Per la finitura:
100 gr di cioccolato fondente
20 gr di cocco grattugiato
250 gr di pasta per bignè (senza latticini se ci sono intolleranze specifiche)

Per i bignè:
185 gr di acqua
165 gr di burro
175 gr di farina 00
25 gr di latte intero
270 gr di uova intere
Un pizzico di sale

Per il croccante morbido:
125 gr di zucchero semolato
90 gr di latte di cocco
15 gr di zucchero invertito
50 gr di granella di nocciole


Procedimento

Per i bigné:
Mettere a bollire, in una pentola dal fondo molto spesso, acqua, burro tagliato a pezzetti, sale e latte. 
Far sciogliere il tutto a fuoco medio, facendo sfiorare l'ebollizione dell'acqua (se mentre l'acqua sfrigola il burro non si è ancora sciolto togliere il tegame dal fuoco e mescolare per farlo sciogliere). Versare la farina tutta in un colpo (per evitare grumi) e mescolare velocemente. Lasciar asciugare la pasta sul fuoco per 1-2 minuti. Trasferire l'impasto in planetaria con il gancio a foglia e lasciar girare per 1-2 minuti in modo da intiepidirlo. 
In una ciotola sbattere leggermente le uova. Unirle poco per volta all'impasto. Si aggiungono le uova successive solo quando le precedenti sono state assorbite (l'operazione richiede diversi minuti). Si dovrà ottenere la consistenza di una crema non troppo liscia.
Imburrare le teglie da forno e asciugarle con la carta assorbente (non si utilizza la carta da forno perchè impedirebbe ai bignè di sollevarsi). 
Riempire una sac à poche con bocchetta liscia n.12 e tenendo la sacca lateralmente modellare i bignè sulle teglie precedentemente unte, facendo in modo che i bocconcini siano ben distanziati. 
Cuocere in forno statico, già caldo, a 220°C per 15 minuti con il cielo più alto del suolo, ovvero più vicini al grill che alla base. Nel mio forno (elettrico) servono 18-19 minuti di cottura.  
(Io metto in forno una teglia per volta). Una volta gonfi e dorati spegnere il forno, aprire lo sportello facendo andar via l'umidità interna, dopo qualche minuto tirar fuori la teglia e lasciare che i bignè continuino ad asciugarsi. 

Per la crema:
Montare i tuorli con lo zucchero semolato, quindi unire i due amidi. Far bollire il latte di cocco con il latte di avena, poi versare sopra i tuorli montati. Cuocere fino ad ottenere una crema densa e liscia, poi far raffreddare bene.

Per il croccante morbido:
Caramellare a secco lo zucchero, possibilmente in una casseruola di rame, poi unire lo zucchero invertito e il latte di cocco bollente. Fuori dal fuoco aggiungere la granella di nocciola e lasciar raffreddare bene il composto.

Per i bignè:
Farcire i bignè con la crema al cocco versata su un sac à poche con bocchetta liscia. Glassare la parte superiore nel cioccolato fondente temperato. Intingere i bordi nel cocco rapè. 
Decorare con un pò di croccante morbido prelevato dal recipiente con la punta delle dita bagnate in acqua fredda. 

Piatti CHS

sabato 11 ottobre 2014

Cucinare il riso basmati



Non so a voi ma a me il riso basmati è sempre piaciuto tantissimo, di per sè mi piace l'idea di accompagnare i secondi piatti ad un contorno di riso, al curry o anche semplice, il problema era che quando lo mangiavo fuori era sempre bello lucido, al dente e sgranato, e in casa a me veniva una pappetta per nulla invitante, così mi son detta che con qualche ricerca e prova sarei riuscita a capire errori e passaggi corretti. 
In realtà la ricerca è stata più lunga del previsto perchè per capire il metodo migliore avrei dovuto fare 4-5 cotture diverse e quindi il post è stato scritto e corretto più volte, un pò come fosse un esperimento scientifico, volevo arrivare al metodo a me più congeniale.
Il basmati è un riso indiano dall'aspetto lungo e sottile. Spesso si sottovaluta la sua preparazione, seguendo però consigli e accortezze si ottiene un perfetto contorno, adatto a tortini e porzioni che accompagnano verdure, carni e anche pesci. La cottura è una via di mezzo tra la bollitura e la cottura al vapore.

Ho preso molti spunti da questo splendido blogSono arrivata alla conclusione che il risultato che io trovo perfetto è quello ottenuto seguendo il primo metodo. 



Cucinare il riso basmati

Ingredienti:
1 tazza di riso basmati
1 tazza di acqua
q.b. di sale
1 cucchiaino di olio (facoltativo)

Procedimento:
Lavare il riso sotto acqua corrente e poi versarlo in una ciotola piena di acqua, mescolarlo più volte con le mani e scolarlo. Ripetere l'operazione fino a quando l'acqua sarà quasi limpida. Metterlo a bagno in abbondante acqua fredda pulita per almeno 20 minuti. Scolarlo e lasciarlo nel colino fino al momento della cottura, non necessariamente immediata.


A questo punto si possono seguire 3 metodi

Primo metodo (QUELLO CHE CONSIGLIO):
Mettere a bollire l'acqua insieme ad un pizzico di sale. Portare a bollore a fuoco medio (io uso un pentolino piuttosto piccolo). Unire il riso, abbassare la fiamma al minimo ed unire un filo d'olio o di ghee (se si vuole ottenere un riso più lucido). Coprire con un coperchio lasciando aperto un angolino di qualche millimetro, in modo da far uscire il vapore (oppure mettere un panno tra la pentola e il coperchio rivoltanto i lembi sopra al coperchio, cosa che faccio io). Trascorsi 6-7 minuti (la ricetta parla di 10 minuti ma a me viene sempre scotto con quei tempi, consiglio meno tempo) spegnere il fuoco. Chiudere il coperchio completamente (o lasciarlo con il panno risvoltato) e far riposare per 10 minuti. Prima di servire sgranare il riso con i rebbi della forchetta (posizionata di lato contrario rispetto alla posizione con cui si usa per mangiare)

(Nota: la quantità di acqua dipende dalla tipologia di riso, potrebbe servirne di più o meno. La seconda volta ci si sa regolare meglio. Io usavo una tazza e mezza di acqua per una tazza di riso ma mi veniva sempre una pappetta, il riso si scuoceva, invece meno acqua consente che questa venga assorbita prima e il riso non prosegue la cottura scuocendosi).


Secondo metodo: 
Portare a bollore 4 tazze di acqua per 1 tazza di riso, versare il riso e far cuocere. Una volta cotto scolarlo e versarlo in una ciotola con coperchio lasciandolo riposare per 10 minuti.

(Nota: questo metodo lo trovo poco pratico)


Terzo metodo: 
Versare il riso nell'acqua fredda che supera appena di qualche cm il livello del riso. Portare a sfiorare il bollore, abbassare la fiamma al minimo e cuocere per pochissimi minuti, assaggiare il riso e se è al dente spegnere il fuoco, coprire e lasciar riposare 10 minuti. Dopodichè versare su una teglia o comunque su un piano e sgranare molto bene con una forchetta unendo un filo d'olio (io preferisco sgranare con le mani come si fa con il cous cous, i chicchi restano più lucidi e separati).

(Nota: occorre stare attenti perchè il riso assorbe l'acqua velocemente, si cuoce prima del previsto e c'è il rischio che il riso si attacchi sul fondo, quindi occorre monitorare la cottura). 


venerdì 10 ottobre 2014

Sarde a beccafico alla palermitana


Un super classico della vecchia cucina siciliana. Un piatto tanto povero quanto saporito, un secondo semplice ma sempre gradito a tutti. La ricetta palermitana si differenzia da quella catanese sia per l'assenza di formaggio nel ripieno, sia per modalità di presentazione, a "involtino" uno, "a tortino" l'altro. In realtà non riporto una vera ricetta ma un procedimento, si fa un po' tutto ad occhio e ad assaggio. 



Sarde a beccafico alla palermitana

Ingredienti:
1 kg di sarde
q.b. di pan grattato
q.b. di prezzemolo fresco
q.b. di passolina o di uva sultanina
q.b. di pinoli 
Un pizzico di zucchero
q.b. di sale
q.b. di pepe
q.b. di foglie di alloro
q.b. di succo di arancia o di limone

Procedimento:
Pulire le sarde squamandole ed eliminando la testa e le lische lasciando solo la coda. Lavarle ed asciugarle aprendole così a libro. (Potete far fare quest'operazione al vostro pescivendolo di fiducia). 
Lavare l'uva sultanina e metterla in ammollo in acqua caldo-tiepida.  
In una padella tostare il pan grattato con un giro d'olio facendo in modo che sia dorato ma non troppo scuro (va mescolato continuamente). Tostare leggermente i pinoli. Tritare al coltello il prezzemolo. In una terrina unire il pan grattato (non tutto), l'uvetta ben strizzata, i pinoli, il prezzemolo, il sale e un pizzico di zucchero. 
Disporre le sarde in un piatto e farcirle col condimento, arrotolarle dalla parte larga arrivando fino alla coda che dovrà restare all'esterno. Ungere una teglia, disporre le sarde a beccafico una accanto all'altra separate da una foglia di alloro. Irrorare con un filo d'olio, un pò di succo di arancia o di limone, un pizzico di zucchero e cospargere con un pò di pan grattato avanzato. Cuocere in forno ventilato a 180°C per circa 15-18 minuti. 

mercoledì 8 ottobre 2014

Torta Diabella 2


Una buonissima torta già pubblicata, un dolce di Montersino perfetto per tutti i festeggiamenti, di grandi e di piccoli. In questa versione ho usato una pasta biscotto al posto del pan di Spagna, trovo sia più indicata.




Torta Diabella 2

Ingredienti per un cerchio da 20 cm (h 5 cm)

Per il biscotto al cacao:
90 gr di tuorli
90 gr di farina di frumento
22,5 gr di cacao amaro in polvere
135 gr di albumi
110 gr di zucchero semolato

Per la bavarese:
150 gr di latte intero
60 gr di tuorli
26 gr di zucchero
139 gr di cioccolato bianco
60 gr di pasta nocciola
4,5 gr di colla di pesce
375 gr di panna montata

Per la ganache:
195 gr di cioccolato (io preferisco usare il fondente)
195 gr di panna fresca

Per la finitura:
q.b. di nocciole tostate
q.b. di burro di cacao spray

Per le placchette decorative:
100 gr di cioccolato fondente
30 gr di cioccolato bianco
3 gr di alcool a 95°C
1 gr di oro alimentare in polvere



Procedimento

Per il biscotto al cacao:
Scaldare albumi e zucchero a 40°C e montare fino ad ottenere una meringa stabile ma lucida. Incorporare manualmente i tuorli e le polveri setacciate mescolando dal basso verso il basso. Stendere il composto su una leccarda da forno e cuocere in forno ventilato a 240°C per circa 5 minuti. Far raffreddare, eliminare il foglio di carta da forno e coppare un disco di 2 cm inferiore rispetto al dolce da montare (nel mio caso coppare 18 cm). 

Per la ganache:
In un tegame scaldare la panna, unire il cioccolato e mescolare fino a farlo fondere. Frullare tutto con il minipimer. Colare su un anello da 18 cm foderato da carta d'alluminio, unire un pò di nocciole tritate al coltello grossolanamente e congelare. 

Per la bavarese:
Idratare la gelatina in acqua fredda. Tritare il cioccolato al coltello. Far bollire il latte. Mescolare i tuorli con lo zucchero. Unire latte e tuorli, rimettere sul fuoco e far cuocere fino a 82-85C°. Unire la colla di pesce ammollata e strizzata, unire poi il cioccolato bianco e mescolare fino a totale scioglimento, unire infine la pasta di nocciola. Raffreddare velocemente il composto in un bagnomaria di acqua e ghiaccio, proseguendo il raffreddamento in frigorifero fino ad una temperatura di 4°C. Incorporare la panna montata mettendone prima una piccola parte per rendere il composto più fluido e poi la restante mescolando dal basso verso l’alto per non smontare la crema. 

Per montare il dolce:
Inserire il biscotto dentro un anello rivestito con acetato. Versare la bavarese in una sac à poche senza bocchetta. Procedere delineando prima i bordi dello stampo, in modo da chiuderli e poi procedere creando uno strato uniforme che ricopra il biscotto. Fare un altro giro di bavarese lungo il bordo. Inserire dentro il disco di ganache. Chiudere il tutto coprendo con un altro strato di bavarese, sempre dall'esterno verso l'interno. Con un cucchiaio increspare la superficie creando delle "ondine" di crema. Mettere in freezer a congelare. 

Per le placchette decorative:
Sciogliere il colorante nell'alcool e mescolare con un pennellino piccolo. Fare delle goccie di colore su un foglio di acetato (poggiato su una teglia). Temperare il cioccolato bianco (io ne sciolgo 2/3 al microonde fino ad arrivare a 42-45°, poi unisco il resto, mescolo, scaldo un attimo al microonde arrivando a 29°C. Se si sbaglia temperatura si deve ricominciare daccapo), metterlo in un conetto di carta da forno e fare delle linee disordinate sull'acetato, sopra le gocce d'oro. Far cristallizzare il cioccolato raffreddandolo un paio di minuti in freezer. Nel frattempo temperare il cioccolato fondente (faccio la stessa operazione del cioccolato bianco, con la differenza che lo porto prima a 50°C e poi a 31°C). Colare il cioccolato sul foglio di acetato in cui ormai il cioccolato bianco si è indurito e spatolarlo con una spatola a gomito ricoprendo tutta la superficie del foglio. Far semi cristallizzare (ovvero semi indurire per pochi minuti), poi prima che il cioccolato si indurisca del tutto incidere il cioccolato con un coltello in modo da creare dei quadratini. Mettere in freezer e lasciar indurire totalmente. Staccare adesso le placchette di cioccolato e usarle per la decorazione

Per la finitura:
Estrarre il dolce dallo stampo rimuovendo l'acetato. Spolverare abbondantemente di cacao amaro. Decorare con cubetti di pan di spagna, un pò di ganache versata a caso e un pò di nocciole tritate. Unire le placchette di cioccolato temperato adagiato lungo i bordi attaccandolo con gelatina neutra. 

Portadolce termico multifunzione Enjoy Ater

lunedì 6 ottobre 2014

Bucatini con salsa di pomodorini confit e melanzane


Questa salsa è la fine del mondo, dovete proprio provarla, perfetta dei primi piatti particolarmente gustosi e ricchi di gusto, non è la solita passata di pomodoro, è decisamente più buona e originale con sapori più marcati.




Bucatini con salsa di pomodorini confit e melanzane

Ingredienti:
300 gr di bucatini
1 melanzana viola grande

Per la salsa di pomodorini confit:
500 gr di pomodorini datterini (io ciliegino)
La scorza di 1/2 arancia grattugiata
Qualche rametto di timo
q.b. di zucchero
q.b. di olio extravergine d'oliva
q.b. di sale
q.b. di aglio
q.b. di origano


Procedimento

Per i pomodorini confit:
Lavare i datterini, dividerli a metà e disporli in una terrina. Condirli con sale, zucchero, timo sfogliato, origano, foglie di basilico spezzate, la scorza di arancia grattugiata e uno spicchio d'aglio tagliato a lamelle sottili, irrorare con tanto olio e disporre i pomodorini in una teglia in modo ordinato, con la parte aperta rivolta verso l'alto. Far asciugare in forno, modalità ventilata, a 100-110°C per circa 3 ore facendo così disidratare i pomodorini che perderanno la loro acqua e resteranno belli lucidi per via dell'olio. 

Per la salsa di pomodorini confit:
Frullare quindi il tutto (lasciando qualche pomodorino da parte per la decorazione) e profumare con l'origano (lasciandone qualcuno intero). 

Per le melanzane:
Lavare, spuntare e tagliare le melanzane a dadini, immergerle in acqua e sale per un'oretta, poi asciugarle e friggerle in abbondante olio scolandole bene su un foglio di carta assorbente. 
Cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolarli bene al dente passandoli in padella dove andranno ad amalgamarsi alla salsa di pomodorini confit. Servire con le melanzane, qualche pomodorino e qualche erbetta aromatica. Terminare con un filo d'olio. 



giovedì 2 ottobre 2014

Composta di pesche, cioccolato e amaretti


Tessuto Green Gate


Lo so, arrivo tardissimo, le pesche ormai sono sparite o fuori stagione, ma non sono riuscita a creare prima il post, quindi tenete a mente questa ricetta di Montersino e ricordatevi di provarla il prossimo anno.
Mi credete se vi dico che questa è la mia prima composta? Mai fatto nè marmellate nè confetture in tutta la mia vita, forse perchè non sono una grande consumatrice di questi prodotti, forse perchè le ha sempre fatte mia madre e no ne sentivo il bisogno di farne altre, forse perchè ho sempre avuto il terrore dell'invasamento. Sta di fatto che questa mi ispirava tanto, non vedevo l'ora di assaggiarla perchè il connubio di questi ingredienti è ben collaudato e sempre perfetto. La composta mi è piaciuta davvero tanto, è diversa dalle solita, è perfetta per farcire una crostata da forno ma anche per una colazione a base di fette biscottate. Io ne ho finito un barattolino in pochi giorni mangiandola semplicemente... a cucchiaiate! :p

Tessuto Green Gate



Composta di pesche, cioccolato e amaretti

Ingredienti per 3 vasi da 350 gr:
1 kg di pesche già pulite
600 gr di zucchero semolato
40 gr di cacao amaro in polvere
200 gr di amaretti
10 gr di succo di limone

Procedimento:
Sbucciare le pesche, eliminare il nocciolo e tagliarle a fettine. Metterle in una casseruola, possibilmente di rame (la mia non lo era), insieme allo zucchero e portare a bollore (serviranno circa 10 minuti a fiamma vivace, accadrà che le pesche rilasceranno il loro succo che a contatto con lo zucchero formeranno una sorta di sciroppo). Togliere dal fuoco e versare il composto in un contenitore di acciaio. Lasciar maturare la composta per almeno 12 ore a temperatura ambiente.
Rimettere tutto sul fuoco, unire il succo di limone e portare a cottura. Dovrà arrivare a 60°C Brix. Se non si ha il refrattometro si può verificare la cottura prelevando una piccola parte di composta e facendola raffreddare su un piattino, dovrà avere la consistenza come quella del miele. (Io ho fatto almeno 4 tentativi prima di beccare la giusta consistenza). 
A fine cottura unire il cacao amaro setacciato e gli amaretti spezzettati. Far bollire ancora 2 minuti e poi togliere dal fuoco. Invasare subito la composta calda, chiudere i vasi, precedentemente sterilizzati, e capovolgerli in modo da sterilizzarli con l'alta temperatura della composta stessa. Una volta freddi rimetterli dritti.

La composta si può mantenere per 2 anni in un posto fresco e buio. 




Note: per sterilizzare i vasetti e i tappi immergerli in una pentola con abbondante acqua. Portare a bollore e lasciare sul fuoco per 30 minuti. Far intiepidire l'acqua, dopodichè con una pinza scolarli su un panno pulito e lasciarli asciugare. 

martedì 30 settembre 2014

Tarte tatin di pomodoro

Piatto Green Gate
Ciotola CHS
Runner CreativiTavola


Questa è la mia prima tarte tatin, no ne ho mai fatte nè dolci nè salate. Questa è tratta da un libro di Montersino, l'idea mi è piaciuta molto, per i miei gusti e per quelli dei miei familiari è stata eccessivamente dolciastra, forse c'è troppo zucchero per le nostre abitudini o forse ho scelto i pomodori non adatti, dovessi rifarla userei meno zucchero, sono certa che sarebbe perfetta perchè il sapore c'era tutto.

Piatto Green Gate


Tarte tatin di pomodoro

Ingredienti per una teglia da 18-20 cm:
1 foglio di pasta sfoglia fatto in casa

Per i pomodori:
750 gr di pomodori maturi (io ho usato i piccadilly)
10 gr di olio extravergine d'oliva
2 gr di timo
q.b. di timo
q.b. di sale
q.b. di pepe

Per il caramello:
75 gr di zucchero semolato (io ne consiglio max 50 gr)
20 gr di burro


Procedimento

Per i pomodori:
Privare a crudo i pomodori della pelle, tagliarli a metà, eliminare i semi, salare, pepare e condire con l'olio e il timo.

Per la tatin:
Caramellare lo zucchero a secco e versarlo in una teglia distribuendolo velocemente, indurirà all'istante. Distribuire sopra il caramello il burro a pezzi e disporre le falde di pomodoro con la parte liscia rivolta verso il basso. Coprire con un disco di pasta sfoglia da 20 cm. Cuocere in forno ventilato a 170°C fino a cottura (circa 35 minuti). Lasciar raffreddare e poi sformare. Capovolgere e decorare a piacere con qualche foglia di basilico.  

Piatto Green Gate

lunedì 29 settembre 2014

Tartufo nero semifreddo

Piattino di plastica sullo sfondo Poloplast



C'è qualcosa di più goloso di un dolce cremoso a base di nocciola e cioccolato? E c'è qualcosa di più comodo di un dolce da tirare dal freezer 2 minuti prima di servire in modo tale da avere sempre qualcosa di pronto se si hanno ospiti improvvisi o ci si vuole coccolare con dolcezza!?
Dimenticate il sapore dei tartufi confezionati, questo è una libidine. Non preoccupatevi, il procedimento sembra lungo (ricetta by Montersino) ma non lo è, occorre solo un pò di organizzazione mentre si procede. 

ps: scusate le misure un po' strane con la virgola ma ormai lo sapete, tendo a dividere all'infinito dosi originali che basterebbero per un reggimento. :D

Piattino Poloplast




Tartufo nero semifreddo

Ingredienti per 10 semisfere

Per il semifreddo alla nocciola:
162,5 gr di panna montata
97,5 gr di meringa italiana
32,5 gr di crema pasticcera
32,5 gr di pasta di nocciola (io 40 gr)

Per il semifreddo al cioccolato:
78 gr di crema base al cioccolato
146 gr di meringa italiana
65 gr di crema pasticcera
341 gr di panna montata

Per la meringa italiana:
115,5 gr di albumi
38,5 gr di destrosio
196 gr di zucchero semolato
52,5 gr di acqua

Per la crema base al cacao:
30 gr di zucchero semolato 
30 gr di destrosio 
48 gr di acqua
60 gr di cacao amaro in polvere

Per tartufare:
150 gr di cacao amaro in polvere
100 gr di zucchero semolato



Procedimento

Per la crema base al cacao:
In un pentolino versare l'acqua, lo zucchero e il destrosio. Mescolare con una frusta creando una sorta di sciroppo. Quando arriva a bollore togliere dal fuoco, unire il cacao e mescolare bene con una frusta formando così una pasta omogenea. Far raffreddare molto bene in frigorifero prima di utilizzarla.

Per la meringa italiana:
In un pentolino portare acqua e zucchero a 121°C. Nel frattempo nella bacinella della planetaria con frusta schiumare gli albumi con il destrosio (che potrebbe essere sostituito con zucchero semolato). Aumentare la velocità quando lo sciroppo ha raggiunto i 118°C. Versare lo sciroppo sugli albumi metà tutto in un colpo e metà a filo. Montare fino a quasi raffreddamento della ciotola. 

Per il semifreddo al cioccolato:
In una ciotola amalgamare la crema base al cioccolato con la crema pasticcera. Unire la meringa amalgamando molto bene. Versare questo composto ottenuto dentro la panna semi montata.

Per il semifreddo alla nocciola:
In una ciotola amalgamare la pasta di nocciole con la crema pasticcera. Unire la meringa amalgamando molto bene. Versare questo composto ottenuto dentro la panna semi montata.

Per il montaggio:
Versare il semifreddo al cioccolato in un sac à poche senza bocchetta. Tagliare bene la punta. Riempire gli stampi a semisfera fino a 3/4. 
Versare il semifreddo alla nocciola in un sac à poche senza bocchetta tagliando poco la punta. Farcire il cuore del semifreddo al cioccolato con quello alla nocciola vedendo così il tartufo sollevarsi e formare una cupola. Congelare. 

Per tartufare:
In una ciotola mescolare lo zucchero con il cacao setacciato. 
Preparare su un piatto da portata dei dischi dorati di cartone. Sopra ognuno fare uno spuntoncino di crema. 
Immergere i tartufi congelati nella miscela di cacao. Adagiarli su un piano. Con le mani ben pulite posizionarli sopra i dischetti. 
A piacere posizionare sopra un ciuffo di panna montata distribuita con un sac à poche con bocchetta a stella. 




E se al posto del classico effetto tartufato volete una finitura diversa e satinata usate un burro di cacao spray al cacao...

Piattino di plastica sullo sfondo Poloplast





Consiglio: come tutti i semifreddi danno il meglio se consumati entro a 3 settimane, poi restano buoni ma meno "soffici"